Il 20 gennaio 2025, la start-up cinese DeepSeek ha lanciato DeepSeek-R1, un modello di intelligenza artificiale open-source progettato per competere con l’O1 di OpenAI. Il successo è stato immediato: prestazioni elevate, costi ridotti e un’adozione rapida, soprattutto in Cina.
Nel mercato interno, DeepSeek-R1 è stato integrato in servizi governativi e prodotti tecnologici, mentre all’estero ha attirato l’interesse di aziende occidentali, con il supporto di giganti come Amazon e Microsoft. Tuttavia, questa espansione ha sollevato dubbi sul fronte politico e tecnologico, in particolare negli Stati Uniti.
OpenAI ha accusato DeepSeek di essere sovvenzionata e controllata dallo Stato cinese, con potenziali rischi per la sicurezza nazionale e la protezione dei dati. Alcuni esperti temono che il modello possa condividere informazioni sensibili con China Mobile, scatenando reazioni nel Congresso americano, dove si discute di divieti e restrizioni per il suo utilizzo nei dispositivi governativi. Alcune delle proposte: R. 1121 – No DeepSeek on Government Devices Act; R. 1122 – Legge sul controllo del trasferimento tecnologico della Cina; S. 321 – Disaccoppiamento delle capacità di intelligenza artificiale dalla legge cinese.
Nonostante le polemiche, l’adozione di DeepSeek-R1 continua senza sosta. Oltre venti case automobilistiche cinesi lo stanno integrando nei propri veicoli per potenziare il controllo vocale e la navigazione avanzata. Colossi tecnologici come Huawei, Xiaomi e Oppo stanno implementando tale sistema algoritmico nei loro assistenti virtuali, mentre all’interno del settore medico è utilizzato per analisi diagnostiche e terapie avanzate.
La competizione tra Cina e Stati Uniti nell’ambito dell’intelligenza artificiale è destinata a intensificarsi. Mentre Pechino accelera verso la leadership tecnologica, Washington valuta nuove contromisure per limitare l’influenza di DeepSeek e proteggere la propria competitività. Lo stesso Trump, con una delle prime misure adottate col nuovo governo (Ordine esecutivo 14179 “Rimuovere gli ostacoli alla leadership americana nell’intelligenza artificiale) mira a mantenere e rafforzare una strategia degli Stati Uniti volta a consolidare la leadership globale nell’IA, con l’obiettivo di favorire il benessere umano, stimolare la competitività economica e garantire la sicurezza nazionale.